Oggi, una flottiglia di aiuti umanitari, guidata dall’iconica attivista svedese Greta Thunberg, salperà da Barcellona con l’obiettivo di “rompere il blocco illegale di Gaza”. Gli organizzatori, riuniti in una conferenza stampa trasmessa in diretta, hanno lanciato il potente slogan: "Quando il mondo rimane in silenzio, noi salpiamo". Questo evento si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione internazionale per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, dove migliaia di palestinesi soffrono a causa di una crisi alimentare e sanitaria inarrestabile.

La voce di Greta Thunberg

Greta Thunberg, nota in tutto il mondo per il suo impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici, ha spostato oggi la sua attenzione su un tema che considera cruciale: la condizione del popolo palestinese. Durante la conferenza, ha affermato: “La domanda oggi non è perché stiamo salpando. La questione riguarda la Palestina”. Thunberg ha messo in evidenza come un silenzio assordante aleggi su questo tema, mentre le persone vengono private dei mezzi di sussistenza più elementari. "Come può il mondo tacere?", ha incalzato, sollecitando una risposta da parte della comunità internazionale.

La situazione a Gaza

La situazione a Gaza è stata descritta da Thunberg come una questione di vita o di morte, dove le persone stanno affrontando una crisi esistenziale. Ha sottolineato che Israele ha “un intento genocida” nei confronti della popolazione palestinese, affermando che ciò che sta accadendo è una sistematica cancellazione della nazione palestinese. Secondo l’attivista, se questo non basta a spingere le persone a mobilitarsi, a scendere in strada e a lottare, allora non si sa cosa potrebbe farlo.

La missione della flottiglia

In un contesto di crescente tensione, Saif Abukeshek, un attivista ispano-palestinese e membro del comitato direttivo della flottiglia, ha dichiarato che la missione è di natura non violenta e mira a “aprire un corridoio di aiuti umanitari”. Ha aggiunto che è inaccettabile ignorare il fatto che i palestinesi muoiono di fame a causa di un governo che sta intenzionalmente operando per farli morire di stenti. Questo drammatico appello mette in luce una realtà angosciante che continua a essere ignorata da molti.

La flottiglia, come annunciato dagli organizzatori della Global Sumud Flotilla, partirà per “aprire un corridoio umanitario e porre fine al genocidio in corso del popolo palestinese”. Anche se non è stato specificato il numero esatto di imbarcazioni coinvolte né l’orario della partenza, ci si aspetta che arrivi a Gaza a metà settembre. Thiago Avila, un attivista brasiliano, ha descritto questa iniziativa come “la più grande missione di solidarietà della storia”, sottolineando che coinvolgerà più persone e imbarcazioni rispetto a tutti i tentativi precedenti messi insieme.

La partenza da Barcellona non è un evento isolato. Si prevede che decine di altre imbarcazioni partano da porti tunisini e di altri Paesi del Mediterraneo il 4 settembre. Non solo, ma gli attivisti hanno pianificato anche manifestazioni e proteste in 44 Paesi, tutte unite nella solidarietà con il popolo palestinese. La presenza di Greta Thunberg in questa iniziativa ha attirato l’attenzione dei media e del pubblico, portando un’ulteriore visibilità sulla crisi umanitaria in corso.

Oltre a Thunberg, la flottiglia includerà attivisti di vari Paesi, parlamentari europei e personalità di spicco come l’ex sindaco di Barcellona, Ada Colau, che ha sempre sostenuto i diritti umani e la giustizia sociale. La sua partecipazione sottolinea l’importanza di unire le forze a livello globale per affrontare le ingiustizie e le violazioni dei diritti umani.

In un momento storico in cui le crisi umanitarie sono spesso ignorate o sottovalutate, l’iniziativa della Global Sumud Flotilla rappresenta un tentativo audace di richiamare l’attenzione su una questione di fondamentale importanza. Le parole di Greta Thunberg risuonano come un appello alla responsabilità collettiva: “Se non ci alziamo ora, quando lo faremo?”. La flottiglia rappresenta non solo un gesto simbolico, ma un’azione concreta per portare aiuti a chi ne ha bisogno, mostrando che la solidarietà può superare le barriere politiche e geografiche.

Il viaggio della flottiglia da Barcellona a Gaza, dunque, non è solo un atto di aiuto umanitario, ma un messaggio potente e urgente che invita il mondo a non rimanere in silenzio di fronte alle ingiustizie. La missione è un richiamo a tutti affinché si uniscano per difendere i diritti umani e garantire che la voce dei più vulnerabili venga ascoltata e rispettata.

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