ItineRARI in Valle d'Aosta

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Ai più esigenti proponiamo in questa pagina alcuni percorsi alternativi, anche in zone poco note della Valle d'Aosta, che abbinano l'interesse storico, artistico, etnografico a quello naturalistico.

Queste descrizioni sono molto succinte e intendono semplicemente proporvi delle idee per nuove scoperte. Saremo lieti se vorrete percorrere con noi questi itinerari.

Trovate proposte di attività non prettamente escursionistiche nella sezione Idee per attività

 

Saint-Barthélemy: cuore verde della Valle d'Aosta
Montjovet: a passeggio tra castelli, villaggi e forni
Gressan: storia e natura a due passi da Aosta
Quart, un territorio da scoprire tra storia e agricoltura
A spasso fra i barmet (sentiero del progetto Le Pays des chataignes)
Castagni e grehe (sentiero del progetto Le Pays des chataignes)
Mura vive: pietre e fiori delle mura romane di Aosta
Itinerario romanico
Antiche fortificazioni
Siti preistorici
Archeologia ad alta quota
Saint-Vincent: dal Ponte Romano alle rupi celtiche
Il villaggio e la Corma di Machaby, la storia all'ombra dei castagni
Le antiche miniere della Valle d'Aosta.
Antichi eremi, cappelle e santuari.
Il sentiero guidato dal castello di Quart a Valsainte.
Gli antichi "rus" della Valle d'Aosta
La strada del vino e dei sapori
I mulini di La Magdeleine: un viaggio nel passato
Villaggi Walser ai piedi del Monte Rosa
Luoghi simbolo della civiltà alpina
 
Vedi anche: ItineRARI naturalistici, Offerte pacchetti alternativi e la sezione Camminare
Altri itinerari, più dettagliati, nella sezione Geoturismo, curata da Francesco Prinetti.


Saint-Barthélemy: cuore verde della Valle d'Aosta.

Saint Barthélemy è una località del comune di Nus, un tempo parrocchia, posta quasi al centro della Chiesa e pista di
 fondo a Lignan, Nus, Valle d'Aosta regione. E' una zona costituita da vasti pascoli disseminati di villaggi, sovrastata da boschi, praterie alpine e montagne che superano i 3.000 metri. Poco sfruttata turisticamente, Saint Barthélemy costituisce il volto forse più autentico della montagna valdostana. L'area, aperta e ben soleggiata tutto l'anno, lontana da fonti di inquinamento luminoso, è ideale per l'osservazione del cielo. Dal 2003 è in funzione l'Osservatorio astronomico della Valle d'Aosta. La struttura è stata ideata e realizzata per ospitare, oltre ad astronomi professionisti, anche appassionati e studenti. Oltre al telescopio principale sono a disposizione del pubblico alcuni telescopi di piccole dimensioni per l'osservazione di tutti i corpi celesti. (Per ulteriori informazioni sull'osservatorio, consultate il sito: www.oavda.it)

In zona si possono compiere numerose escursioni e, in particolare, il territorio è adattissimo alla pratica della mountain bike. Dalle frazioni di Praz e di Porliod iniziano infatti delle comode poderali che si snodano su percorsi lunghi e quasi pianeggianti. Durante l'inverno sullo stesso percorso si sviluppa una stupenda pista di fondo di circa 20 Km. St Barthelemy si presta perfettamente anche a splendide passeggiate invernali in racchette da neve con alcuni percorsi sicuri anche con molta neve.

Tra le mete da segnalare vi sono l'antico Oratorio di Cuney, fra i più alti santuari d'Europa; un castelliere (insediamento fortificato) dell'età del ferro, situato in posizione molto suggestiva; alcune miniere abbandonate e interessanti esempi di architettura rurale.

In loco possibilità di sistemazione nel piccolo Hotel Cuney, in Ostello o nella Casa vacanze Les Etoiles.

 

Cliccare qui per aprire il dépliant in formato PDF con le nostre proposte di escursioni guidate e di educazione ambientale a Saint-Barthélemy.

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Buono come il pane… di Montjovet

Il castello di Saint-Germain domina la MongiovettaMontjovet, comune valdostano fuori dai consueti circuiti turistici, ha un territorio disseminato di piccoli villaggi (oltre 50!) che nascondono autentici capolavori di architettura rurale. Il paesaggio agricolo è vario: dal pianeggiante fondo valle a prato si passa ai terrazzamenti coltivati a vite (qui si produce l’Arnad-Montjovet, un vino rosso prodotto con uve Nebbiolo), quindi a praterie alternate a boschi di castagno e di roverella. Abbondanti le testimonianze del passato: il castello di Saint Germain (che domina la valle centrale sopra le gallerie dell’autostrada), i resti del vicino castello di Chenal e il borgo medievale ai piedi della “Mongiovetta” (la stretta rocciosa superata dalla via romana, poi da una strada medievale sostituita solo nel 1771 dall’attuale tracciato). Notevoli le tracce del popolamento preistorico: numerose rocce e massi con coppelle e altre incisioni rupestri e i resti di un dolmen al Colle d’Arlaz, al confine con Challand.
Il comune è attraversato da un reticolo di sentieri che consentono invitanti passeggiate, consigliate soprattutto a inizio e fine stagione.
Casa con elementi gotici a Montat, MontjovetL’amministrazione comunale ha recuperato parte del ricco patrimonio etnografico di Montjovet, ristrutturando mulini, forni comunitari e antichi torchi. Strutture che oggi rivivono anche grazie all’attività dell’associazione Lo Pahtin che li utilizza per mostrare a scuole e visitatori le tecniche tradizionali per la preparazione e la cottura del pane (info 349 3204273 o 333 2740468).

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Gressan: storia e natura a due passi da Aosta.Chiesa romanica de La Magdeleine,
 Gressan. Foto di Giorgio Careri
Il comune di Gressan, sulla destra orografica della Dora, di fronte ad Aosta, offre spunti di grande interesse per una visita. Il toponimo rivela l’antica origine romana (fundus Gratiani, probabilmente). La Tour de la Plantaz, a fianco della strada verso Aymavilles, è uno splendido esempio di torre primitiva, massiccia e priva di aperture. Più a monte si scorge il castello de la Tour de Ville, proprietà privata. Tra le due torri c’è la bella cappella romanica de La Magdeleine, con la facciata e l'abside decorati da affreschi datati 1463, opera di Giacomino da Ivrea. Molto interessante, per il tema e la vena popolare dell'opera, il ciclo affrescato nel sottarco che narra le vicende leggendarie di Maria Maddalena. Gressan, secondo un'antica tradizione, diede i natali al valdostano più famoso: Sant’Anselmo d’Aosta. Una costruzione secolare, edificata nel centro del paese, viene tradizionalmente indicata come la sua casa d’origine. Il villaggio di Moline conserva l’aspetto raccolto degli abitati valdostani, con begli esempi di architettura rurale. A monte del villaggio si estende la “morena” di Gressan, una struttura geologica dall’aspetto caratteristico, alla quale sono legate numerose leggende. La zona è oggi tutelata come riserva naturale “Côte de Gargantua” per preservare il particolare habitat xero-termico che ospita diverse specie caratteristiche.

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Quart: un territorio da scoprire.

grenier a Ville sur Nus, QuartIl comune di Quart, posto sulla sinistra orografica della Dora a est di Aosta, ha un vasto territorio che si estende dal fondo valle fino a cime di oltre 3.000 m, includendo un borgo medievale, dolci pendii coltivati disseminati di villaggi (la “collina”), boschi, estese praterie alpine, ampi valloni con numerosi alpeggi.

L'attrazione più nota è costituita dal grande e complesso castello, ampliato a più riprese dal XII al XVII secolo, appartenuto a una delle più potenti famiglie nobili della Valle d'Aosta. Originariamente i suoi proprietari venivano designati come Signori di Porta Sant'Orso, poiché controllavano il passaggio attraverso la Porta Praetoria, principale accesso alla città di Aosta. Furono tra i maggiori oppositori dei Savoia alla cui crescente influenza si opposero fieramente. La famiglia si estinse, per mancanza di eredi maschi, nel 1378, e il feudo venne reincamerato dai Savoia. Il castello, visibile dal fondovalle, è collocato allo sbocco del ripido vallone scavato dal torrente di Quart, integrandosi meravigliosamente con il territorio circostante. Il medioevo ha lasciato altre opere di rilievo come la bella casa forte di Povil o la piccola torre di controllo (tornalla) che sovrasta Villefranche, borgo di origine medievale che cela una casa forte trecentesca a tre piani.

Tombe a cista della necropoli di Vollein, Quart, Valle d'Aosta. Foto Donato ArcaroNotevolissime sono le testimonianze del popolamento di quest'area in epoca protostorica. A Vollein, su un dosso montonato di grande suggestione, è stata scoperta nel 1968 una notevole necropoli con 66 tombe a cista, risalente agli inizi del III millennio A.C. Nelle immediate vicinanze sono visibili diversi graffiti, diffusi peraltro in tutto il comune. La zona è segnata da profonde spaccature, segno evidente degli effetti della deformazione gravitativa profonda di versante (DGPV) che interessa tutto il versante meridionale della Croce di Fana.

Fra i numerosi alpeggi che costellano i valloni di La Seyvaz e di Chaléby merita una segnalazione quello di Fontin che rivendica la paternità della Fontina, il grande formaggio della nostra tradizione.

A quote più basse, i soleggiati terreni morenici sono coltivati a vite mentre i prati sono irrigati da secoli da antichi canali (ru), costruiti a partire dal '200 dalla comunità locale con l'intervento dei signori di Quart.

Una zona di grande interesse dunque, fuori dalle rotte turistiche più frequentate, che saprà appagare i viaggiatori più curiosi.

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Terrazzamenti
 in bassa Valle. Foto di Maurizio BroglioTra le iniziative del progetto Le pays des châtaignes, finanziato dal programma europeo Leader plus, rientra anche la realizzazione di alcuni percorsi tematici, legati alle particolarità del territorio, aspro e roccioso, della bassa Valle d’Aosta.

Percorso dei barmet.

I barmet sono caratteristici ricoveri, ricavati sotto enormi blocchi di pietra, disseminati fra i vigneti a terrazzi della bassa Valle d'Aosta. Venivano (e in parte vengono tuttora) utilizzati come deposito e per la raccolta dell’acqua piovana usata per la preparazione del verderame. In estate offrono un fresco riparo per i momenti di riposo. Un itinerario attraverso i vigneti, realizzato fra Bard e Perloz, permette di visitare sei di questi barmet. Periodo consigliato: autunno e primavera. L'escursione può essere completata da una visita al Museo del vino e della viticoltura a Donnas.

Un percorso dettagliato fra i Barmet di Donnas è descritto nella sezione geoturismo.

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Percorso delle grehe (o gra)

Le grehe sono piccole costruzioni a due piani, impiegate in passato per l’essiccazione delle castagne. Nel piano inferiore si produceva del fumo che serviva a essiccare le castagne e uccidere i parassiti. Il procedimento durava alcuni giorni, nel corso dei quali il mucchio di castagne veniva regolarmente rivoltato. La castagna era in passato un alimento fondamentale per la popolazione di queste zone. Venivano coltivate diverse varietà, adatte a differenti preparazioni: bollite, caldarroste, essiccate o ridotte in farina. Tutto il paesaggio della bassa Valle è fortemente caratterizzato dalla presenza del castagno del quale veniva utilizzato tutto: frutti, foglie e legno. Dopo il progressivo abbandono di questa coltura, a seguito in particolare della diffusione del “cancro”, avvenuta dopo la guerra, si assiste in questi ultimi anni a una ripresa della coltivazione di questo frutto delizioso e nutriente.

Tra Perloz e Lillianes un apposito percorso consente di osservare otto gra, poste all’interno o al limitare dei villaggi.

Diverse grehe si trovano anche nel territorio di Arnad, dove si incontrano anche altri interessanti testimonianze di architettura rurale.

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Mura vive – una visita tra archeologia, geologia e botanica

Marmi della Porta Praetoria di AostaQuesto non è un itinerario sconosciuto ma una proposta di visita a un sito noto, visto però con uno sguardo particolare. Aosta conserva ancora quasi integralmente la cinta muraria romana, le torri che ne scandivano il tracciato e, soprattutto, la maestosa Porta Praetoria. Oltre ad ammirarne la grandiosità e la perfetta funzione urbanistica e militare, posiamo lo sguardo sulle pietre utilizzate per la sua costruzione: marmi locali e marmo bianco delle Apuane, puddinga e travertino. Queste rocce ci raccontano la storia geologica della nostra regione e testimoniano, oltre all’organizzazione e alla capacità tecnica dei suoi costruttori, la volontà di impressionare e l’intendimento propagandistico di queste opere.

Flora ruderale sulle mura romane di AostaSu queste pietre si è sviluppata inoltre una varia flora ruderale, adattata a questo particolare substrato, che origina, specie in primavera, splendide fioriture. Un motivo in più per osservare le mura che da oltre 2000 anni cingono e caratterizzano Augusta Praetoria.

Trovate dettagliati itinerari di interesse geologico nell'apposita sezione geoturismo.

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Itinerario romanico
Tramonto al castello di Cly, Saint-Denis, Valle d'AostaLa Valle d’Aosta conserva numerose e importi testimonianze dell’arte romanica, sia nell’architettura civile che in quella religiosa. Tra i castelli che meglio conservano, almeno in parte, l’aspetto primitivo, ricordiamo la Tour de la Plantaz (Gressan), bell’esempio di torre arcaica; il castello di Graines (Val d’Ayas) con massiccio donjon e la tipica cappella con abside semicircolare e campanile a vela; quello di Chatel Argent (Villeneuve), anch’esso con caratteristica cappella e con la vicina chiesa di Santa Maria con bel campanile; quello di Cly (Saint-Denis) con l’ampia cinta muraria. Tutti eretti in posizione dominante e molto suggestiva.
Absidi della chiesa parrocchiale di Arnad, Valle d'Aosta Per l’architettura religiosa citiamo almeno le parrocchiali di Arnad e Saint-Vincent, quest’ultima costruita sui resti di una basilica paleocristiana. Ad Aosta le due chiese maggiori, Sant’Orso e la Cattedrale, vennero edificate a cavallo del Mille. Il loro aspetto venne poi mutato secondo il gusto gotico, nel corso del ‘400, con la costruzione delle volte, al di sopra delle quali si sono conservati ampi e importantissimi cicli pittorici degli inizi del Mille. Squisitamente romanico è infine il chiostro istoriato della Collegiata di Sant’Orso, probabilmente il massimo capolavoro artistico della regione. Numerosi sono inoltre i campanili romanici, sparsi in tutta la regione (le chiese vennero invece spesso ingrandite e trasformate nei secoli successivi). Tra i più bei campanili citiamo quello di Saint-Maurice, a Sarre, pochi km a occidente di Aosta.

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Antiche fortificazioni

Nei secoli passati le Alpi hanno costituito un confine politico tra Stati spesso in guerra. I valichi più accessibili sono Fortificazioni di Mont Fortin, sullo sfondo l'Aiguille des glaciers. stati pertanto fortificati per difendersi da eventuali invasioni di truppe nemiche. Nella nostra regione rimangono interessanti resti di queste fortificazioni, in particolare nella zona del Piccolo San Bernardo.  Le alture circostanti La Thuile conservano trinceramenti e varie opere difensive, erette tra il XVI e il XX secolo, che costituiscono una interessante testimonianza di un passato bellicoso. Suggeriamo in particolare la visita ai trinceramenti del Colle della Croce, nei pressi del Col San Carlo, e ai ruderi di Mont Fortin, sulla cresta che separa il vallone di Chavanne dalla Val Veny: uno dei belvedere più spettacolari sul versante sud-occidentale del Monte Bianco, proprio di fronte al ghiacciaio del Miage, nonché una zona di grande interesse floristico.

La più importante struttura difensiva della regione, il forte di Bard, una imponente fortezza di sbarramento ricostruita all'inizio del XIX secolo dopo la distruzione operata da Napoleone e recentemente ristrutturata, merita una visita ad hoc. Una bella escursione tra Bard e Arnad permette di ammirare le fortificazioni della Tête de Cou e di Machaby, che dovevano impedire l'accerchiamento del Forte.

A Champex, in territorio svizzero, poco al di là del Colle del Gran San Bernardo, è aperta al pubblico un'ampia fortezza sotterranea, utilizzata fino a pochi anni orsono, capace di ospitare numerosi militari, e dotata di moderni cannoni, alcuni dei quali ancora visibili.

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Siti preistoriciTombe
 a cista della necropoli di Vollein, Quart, Valle d'Aosta

In Valle d'Aosta ci sono numerose tracce di insediamenti preistorici. In attesa della sistemazione dell'importante area rituale di St.Martin de Corléans, risalente al III millennio A.C., si possono effettuare belle escursioni alla scoperta di vari siti. Abbondanti sono le incisioni rupestri, diffuse soprattutto nella media valle. Si tratta prevalentemente di semplici coppelle e altri graffiti di difficile datazione ma comunque interessanti.

A Vollein, nel comune di Quart, sono visibili alcune tombe a cista di una necropoli dell'eneolitico, circondate da varie incisioni, in una zona molto suggestiva e panoramica. Al Colle del Piccolo San Bernardo è visibile un cromlech (cerchio di pietre), con probabile funzione astronomica. Diffusi sono anche i "castellieri", villaggi fortificati risalenti all'età del ferro, edificati su alture dominanti più facilmente difendibili.

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L'insediamento protostorico al Mont Tantané

capanne preistoriche al Mont TantanéSulle pietrose pendici del Mont Tantané, nel comune di La Magdeleine, nella Valtournenche, sono stati scoperti nel 1970 i resti di un antico insediamento a 2.440 m di altitudine. L'abitato è composto da 2 gruppi di costruzioni, uno di 25 capanne adiacenti e l'altro di almeno una quarantina. Ritrovamenti archeologici (monete, ceramiche) hanno permesso di datare il sito all'età del ferro e di stabilire l'abbandono dell'insediamento nel corso del I secolo A.C. La presenza di elementi di telai testimoniano la presenza femminile e fanno quindi supporre un insediamento stabile, abitato probabilmente per tutto il periodo estivo. Dal 2003 sono riprese le campagne di scavo che dovranno portare alla luce l'intero villaggio e dare risposte ai numerosi interrogativi oggi ancora aperti.

Negli ultimi anni sono stati segnalati in Valle d'Aosta altri abitati simili, segno di un popolamento diffuso ad alta quota.

L'insediamento si trova in zona molto panoramica, raggiungibile con una bella escursione che attraversa ambienti diversi, fino a raggiungere il limite superiore dei boschi.

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Saint-Vincent: passeggiata tra emergenze geologiche e tracce del passato

Saint-Vincent è per molti sinonimo di Casino e di mondanità. Il comune, al centro della regione, ha in realtà moltissimi elementi interessanti anche per gli amanti della natura e gli appassionati di storia. Proprio all'ingresso orientale del paese, dai pressi dei resti del Ponte Romano, si può percorre un intenso itinerario ben segnalato che si snoda attorno all'altura del Mont Tsailleun. Una delle attrazioni di questa passeggiata sono le rocce serpentinose ossidate, levigate dagli antichi ghiacciai e frequentemente ricoperte da antiche incisioni rupestri e petroglifi. Questo tracciato è praticabile tutto l'anno, a iniziare dalla primavera quando si possono osservare le precoci fioriture di Pulsatilla montana che precedono diverse altre rarità botaniche. Sul lato opposto si osserva la frana di Rodoz che ostruì per lungo tempo la Valle, creando un vasto lago che arrivava fino ad Aosta.

Una descrizione dettagliata del geosito Ponte romano - Tsailleun si trova nella sezione geoturismo.

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Il villaggio e la Corma di Machaby, la storia all'ombra dei castagni.

Il santuario di Machaby, ad Arnad, Valle d'AostaIl villaggio e la Corma di Machaby sono una meta molto suggestiva, agibile quasi tutto l'anno, molto interessante sia dal punto di vista storico che naturalistico. Una splendida e ampia mulattiera che sale all'ombra di alti castagni conduce in breve al santuario di Machaby, abbarbicato sul ripido versante. La chiesa è dedicata alla Vergine. Eretta nel XV secolo e trasformata nei secoli successivi, custodisce numerosi curiosi ex-voto. Viene aperta solo in occasione delle messe domenicali. Proseguendo si giunge in breve a un'ampia sella dove, fra castagni secolari, troviamo l'eccellente agriturismo Lo Dzerby e il caratteristico villaggio, con interessanti esempi di architettura rurale. A fianco del villaggio si riconoscono i ruderi di una caserma (attualmente in corso di restauro) realizzata nel 1890 per ospitare il presidio a servizio della vicina Batteria Machaby che disponeva di 6 cannoni da 149 G in barbetta. Nei dintorni si trovano anche diverse curiose incisioni rupestri'ScivoloDal villaggio si può raggiungere la sommità della "corma", punto molto panoramico su questa porzione della bassa Valle d'Aosta e teatro di splendide fioriture, specie nel periodo aprile-giugno. La breve salita si svolge fra prati intervallati da rocce montonate. Sulle pareti meridionali della montagna sono state aperte numerose vie di arrampicata. Dalla caserma si può ancora proseguire, lungo la strada militare, verso le fortificazioni a monte del villaggio o, più oltre, fino alla Tête de Cou, attraversando una bella faggeta (rara nel clima arido della Valle d'Aosta). Al colle i resti di antiche fortificazioni dominano il forte di Bard. I più allenati possono proseguire fino al Col Finestra ed eventualmente scendere fino a Perloz.

Machaby era un tempo un noto "santuario a répit", un luogo dove venivano portati i bambini nati morti (e quindi destinati secondo il credo del tempo al limbo), nella speranza di ottenere un effimero segno di vita, un movimento, un soffio che permettesse di impartire loro il battesimo per farli accedere al paradiso. Questa pratica, pur osteggiata dalle autorità ecclesiastiche, proseguì almeno fino al 1883. 

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Le antiche miniere della Valle d'Aosta. Tra archeologia industriale ed esplorazione.

cava
 di macine a ValmerianaLa nostra regione è ricca di miniere sfruttate sin dall'antichità e oggi abbandonate. Ci sono miniere d'oro, d'argento, di rame, di magnetite, di manganese e molte altre ancora. Nel XVII e XVIII secolo le nostre miniere, in particolare di ferro e di rame, vennero molto sfruttate per sopperire alle crescenti richieste dell'arsenale sabaudo. La lavorazione in loco, con la produzione di carbone di legna e la conseguente massiccia deforestazione, determinò gravi conseguenze ai boschi e all'ambiente. Queste antiche miniere sono spesso situate in luoghi molto panoramici e talora conservano resti delle infrastrutture utilizzate per il loro sfruttamento. Sono mete che coniugano l'interesse per l'archeologia industriale a occasioni di splendide escursioni.

In Valle d'Aosta, oltre alle miniere per l'estrazione di minerali, in particolare nei sec. XII-XIV, furono molto attive delle cave nelle quali si estraevano delle macine da mulino, lavorate in loco ed esportate in tutta la vicina pianura. Oggi sono ancora visibili nella roccia i negativi di queste macine, mentre grosse ruote di roccia, sparse qua e là e ormai ricoperte di vegetazione, sono ciò che rimane di quelle difettose.

La maggior parte di questi itinerari sono estremamente suggestivi e poco frequentati.

Descrizione completa di un itinerario geologico-escursionistico alle miniere di Cogne, nella sezione Geoturismo.
Nella sezione ItineRARI idee per un'escursione alle miniere di Saint-Marcel.

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Antichi eremi, cappelle e santuari.

Cappella di Saint-Julien, Fénis.Diversi santuari, cappelle ed eremi sono situati in luoghi assolutamente affascinanti. Si tratta molto spesso di località in cui, quasi certamente, si praticavano dei riti pre-cristiani e in cui vennero collocati degli edifici di culto proprio per sradicare questi culti pagani. Alcuni si trovano in prossimità di rocce con coppelle o con altri graffiti (ad esempio l'orante di Saint-Evance). Altri sono legati al culto dell'acqua (ad esempio Cuney e il Lago Misérin) e probabilmente si collegano a riti celtici. Tra i più suggestivi vi è senz'altro il Mont Saint Julien, un panettone roccioso che sovrasta Fénis. Il luogo è panoramico, aereo ma sicuro, con una vista che spazia dal Monte Bianco al Monte Rosa. La cappella dedicata al santo è costruita su di una cengia, a metà di una vertiginosa parete sul fianco della Val Clavalité. E' una meta agevole, accessibile dall'inizio della primavera all'autunno inoltrato, in grado di soddisfare i più curiosi.

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Il sentiero guidato dal castello di Quart a Valsainte.

Castello di QuartA monte del castello di Quart, uno dei più grandi e complessi manieri valdostani, appartenuto a una delle famiglie più potenti della regione, si sviluppa un sentiero guidato che sale fino alla cappella dedicata al beato Emerico di Quart. Lungo il percorso sono posti alcuni pannelli che aiutano l'escursionista a conoscere il ricco paesaggio che lo circonda, illustrandone gli aspetti storici, geografici, naturalistici. Salendo il sentiero a tornanti si osservano il castello, i resti delle installazioni industriali del XVIII secolo per la lavorazione del minerale di rame proveniente dalle miniere di Ollomont, il profondo vallone inciso dal vicino torrente, la tipica flora xero-termica del centro valle, alcuni massi erratici con incise coppelle preistoriche, fino a giungere a Valsainte, un luogo molto suggestivo, che ispira un certo misticismo. Gli appassionati di geologia potranno riconoscere nei dintorni i segni evidenti delle deformazioni originate da movimenti gravitativi profondi che hanno effetti su tutto il versante di Quart. La salita richiede poco più di un'ora e si sviluppa sull'assolato versante all'adret rendendo questo percorso praticabile anche nella stagione invernale.

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I "ru" della Valle d'Aosta, monumenti dell'agricoltura valdostana. ru
 du pan perdu - Antey

La nostra è una regione arida. La valle centrale, in particolare, registra delle precipitazioni medie annue inferiori ai 600 mm. Per questo motivo, soprattutto tra il XIII e il XV sec., sono stati costruiti numerosi canali irrigui [chiamati ru, dal latino rivus] per portare l'abbondante acqua dei torrenti, prodotta dallo scioglimento estivo dei ghiacciai, nelle zone coltivate, soprattutto nei versanti esposti a sud [adret].Alcuni di questi canali sono lunghi decine di km e superano talora pareti  scoscese con tratti scavati nella viva roccia o sospesi su ardite sostruzioni. Molti ru sono tuttora in esercizio, anche se vengono progressivamente intubati. Alcuni, fortunatamente, sono ancora scoperti e percorribili a piedi o in MTB lungo agevoli sentieri quasi pianeggianti.

Il ponte-acquedotto Grand Arvou lungo il ru Prévot, Aosta

 

Una delle opere più spettacolari per canalizzare l'acqua si trova a due passi da Aosta: si tratta del ponte-acquedotto Grand Arvou, realizzato per consentire al Ru Prévôt di superare il piccolo orrido del torrente Parléaz. E' lungo 70 m ed è dotato di tetto con copertura in lose e aperture per dare luce e permettere così ispezioni e lavori all'interno. Il canale prende il nome da Henri de Quart, prevosto della cattedrale di Aosta, fratello di Jacques, signore di Quart, che lo fece erigere alla fine del XIII secolo. Si trova a Porossan, tra Neyves e Serod.

Un comodo e interessante itinerario lungo il ru Chandianaz è descritto dettagliatamente nella sezione geoturismo

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La strada del vino e dei sapori

La produzione di vino nella nostra regione ha, come nel resto d'Italia, origini antiche. Pur essendo una regione alpina, le condizioni climatiche particolari e la coltivazione sui versanti esposti a sud, consentono la produzione di vini di alta qualità. Già nel medioevo il nostro vino veniva esportato al di à delle Alpi e apprezzato alla corte dei Savoia a Chambéry. La qualità della produzione locale è particolarmente migliorata negli ultimi anni, grazie soprattutto al supporto offerto dai servizi tecnici regionali. Sono state impiantate varietà più adatte al nostro clima e, negli ultimissimi anni, si sono rivalutati alcuni vitigni tradizionali tipici delle nostre zone, tra cui Petit Rouge, Vien de Nus, Prié Blanc, Fumin, Cornalin, Mayolet, Preumetta, Vuillermin.

Galleria di stagionatura delle fontineQuale migliore conclusione, dopo una giornata passata in montagna o ad ammirare capolavori artistici, di una degustazione di vini locali, accompagnati magari da un assaggio di prodotti valdostani? Oggi è possibile visitare alcune cantine sociali o l’enoteca regionale, ad Aosta, dove è possibile degustare i migliori vini della regione. 

Per gli appassionati di gastronomia (ma l'interesse è anche nel riscoprire antiche pratiche tradizionali) proponiamo la visita a produttori di specialità tipiche valdostane, salumi e formaggi innanzitutto. In estate organizziamo visite in alpeggio per vedere la fabbricazione artigianale della fontina. Interessante è anche visitare i luoghi di stagionatura della fontina che avviene anche nelle gallerie di antiche miniere abbandonate.

Diversi locali, in particolare i ristori agrituristici, offrono oggi i cibi tradizionali della nostra cucina. Si tratta in prevalenza di cibi semplici e gustosi, a base di prodotti dell'agricoltura locale, che saranno apprezzati da chi è alla ricerca di sapori autentici.

Altre informazioni nella sezione Prodotti tipici.

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Antichi mulini a La Magdeleine

Nell'economia si sussistenza del passato, i nostri antenati arrivarono a coltivare tutte le superfici disponibili, spesso strappandole alla montagna con un duro e costante lavoro di dissodamento. Fra i segni di questo passato abbastanza recente vi sono i terrazzamenti per la coltivazione dei cereali che si spingevano fino a 2.000 metri di quota. Nel comune di La Magdeleine, nella Valtournenche, si sono conservati otto mulini che servivano a macinare i cereali (segale, avena, frumento) prodotti in loco. La loro singolarità consiste nell'essere disposti in stretta successione, per sfruttare al massimo la limitata portata del corso d'acqua che li azionava. Alcuni di questi mulini sono tuttora funzionanti: visitarli è un autentico viaggio nel nostro passato. Per i più giovani è forse un modo per capire che il pane non cresce sui banchi del supermercato... 

Chi è interessato all'argomento può visitare il Museo dell'alimentazione alla Maison Bruil di Introd.

In tre delle cinque frazioni principali del comune esistono ancora dei forni di uso collettivo. Il pane veniva cotto in un solo periodo - verso Natale - e serviva per un intero anno!

Nella Valtournenche e in altre località del centro Valle si possono ancora riconoscere antiche cave di macine.

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Villaggi Walser ai piedi del Monte Rosa casa Walser nel vallone di San Grato (Issime)

Le valli attorno al Monte Rosa vennero colonizzate, a partire dal XII secolo, da una popolazione proveniente dal Goms, nell'alto Vallese: i Walser. Questi coloni si insediarono inizialmente alla testata delle valli, creando degli insediamenti permanenti laddove preesistevano solamente degli alpeggi utilizzati in estate. Quella dei Walser è stata un'autentica epopea. Questo popolo è riuscito a preservare per secoli lingua, consuetudini, architettura e una ricchissima tradizione orale. Oggi Gressoney e Issime rappresentano un'enclave germanofona all'interno di una regione di lingua francoprovenzale.

Le valli di Gressoney e di Ayas conservano splendide testimonianze della cultura e dell'architettura walser. Un'escursione in quest'area ha il sapore di un viaggio nel tempo. Alpenzù Grande, il vallone di San Grato, il villaggio di Cunéaz, ecc. sono mete agevoli, di grande bellezza e interesse, immerse in ambienti quasi incontaminati.

La regione autonoma Valle d'Aosta appoggia il progetto di candidatura della cultura Walser per l’iscrizione nella lista del patrimonio culturale e immateriale dell’Unesco.

Link al sito Walser Alps
Un altro utile link per saperne di più sui Walser 
Voce Walser su Wikipedia

Lo splendido vallone di San Grato, a monte di Issime, nella valle di Gressoney, è ora minacciato da un devastante progetto di urbanizzazione. A nostro avviso è necessario preservare questo eccezionale sito, autentico monumento della cultura Walser, un luogo in cui l'ambiente naturale si fonde in maniera sublime con l'opera secolare dell'uomo.
Per salvaguardare questo luogo di inestimabile valore storico e naturalistico, è stata lanciata una petizione on-line: Salviamo il Vallone di San Grato - Issime - Valle d' Aosta
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Foto autunnali del vallone sono pubblicate su Flickr da Maria Grazia Schiapparelli.

 

 

Civiltà alpina

Ci sono luoghi che, per la loro bellezza paesistica, per il patrimonio di storia, di cultura e tradizioni che incarnano, diventano dei veri simboli della civiltà alpina. Testimonianze viventi di una cultura, di un modo di vivere, di un'economia, di un pensiero che sta inesorabilmente scomparendo. Questi siti non devono essere conservati in modo artificioso ma per essi è doveroso studiare soluzioni che non ne snaturino lo spirito autentico e unico. Questo offrirà, a nostro avviso, anche opportunità di sviluppo turistico in un mondo in cui una clientela scelta ricerca sempre più le poche espressioni originali di civiltà, in territori non banalizzati.

Tra questi luoghi simbolo segnaliamo: la conca di Cheneil, la valle dell'Alleigne, il vallone di Comboé, il Vallone di San Grato, la Val Clavalité, tutti siti interessati da progetti o pesanti interventi infrastrutturali che, a nostro avviso, li danneggeranno irreparabilmente.

Vi invitiamo a visitare questi luoghi, tra i più belli della nostra regione, per goderne lo spirito e la bellezza, perché possiate, come noi, amarli e difenderli.

 

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