ItineRARI - escursioni in Valle d'Aosta

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Proponiamo in questa pagina alcuni itinerari in zone meno note e frequentate della Valle d'Aosta, di grande bellezza e interesse naturalistico.

Queste descrizioni sono molto succinte e intendono semplicemente suggerirvi delle idee per nuove scoperte. Saremo lieti se vorrete percorrere con noi questi itinerari.

Trovate proposte di attività non prettamente escursionistiche nella sezione Idee per attività

Attenzione: in Valle d'Aosta i sentieri sono contrassegnati da una segnaletica (cartelli, frecce sul terreno) di colore giallo. Le strisce di colore rosso, oppure bianco e rosso, delimitano le particelle forestali anche se talora costeggiano dei sentieri. NON SEGUITE i segni rossi, potrebbero condurvi in zone pericolose.

Saint-Marcel: tra archeologia industriale e natura 
Chamois: il comune senz'auto
Comboè, una Shangri-La valdostana
Valsavarenche: nel cuore del Gran Paradiso
Val Clavalité: il volto rurale della Vallée
La valle dell'Alleigne, paradiso dei naturalisti
Il Mont Emilius e i solitari laghi di Laures
La Becca France: storia di un cataclisma 
Vertosan, un vallone sospeso nel tempo
Ghiacciai e morene
Uno spettacolare geosito: i calanchi e le piramidi di terra di Saint-Nicolas
Sulle tracce dei dinosauri
Alla scoperta di orridi e torrenti
Laghi per tutti i gusti
Valgrisenche: natura e tradizione

Vedi anche: Altri itineRari, Offerte pacchetti alternativi e la sezione Camminare

Altri itinerari, più dettagliati, nella sezione Geoturismo, curata da Francesco Prinetti.


Saint-Marcel: tracce del passato in una natura incontaminata  

Ingresso di una galleria della miniera di rame di Servette - Saint MarcelIl comune di Saint-Marcel, ingiustamente poco frequentato dai turisti, possiede grandi bellezze naturali e un ricco patrimonio storico ed etnografico. I numerosi villaggi della “collina”, sono collegati da una splendida mulattiera lastricata che attraversa castagneti secolari. In particolare gli abitati di Enchasaz e Seissogne conservano straordinarie testimonianze di architettura rurale, con abitazioni in pietra, mulini, granai, alcuni dei quali risalenti al XV secolo. La parte alta del comune è occupata da una valle alpina molto bella e selvaggia, interamente inserita nella riserva di caccia Grand Avert, che conta oltre 600 camosci e 60 stambecchi. Ricca anche la flora che annovera specie poco comuni come la Linnea borealis e la Clematis alpina.

Di notevole interesse sono i resti delle miniere abbandonate di pirite e di manganese. Le antiche strutture, benché degradate, sono molto suggestive. Gli elementi di archeologia industriale sono numerosi: gallerie, forni, depositi di scorie, teleferiche, baracche dei minatori.

L'eve verta (acqua verde), ruscello dalle acque color turchese a valle delle miniere di Chuc, Saint-Marcel, Valle d'AostaIn zona si trovano anche altri spunti interessanti tra cui arcaiche cave di pietra nelle quali si ricavavano macine per mulini, e le acque verdi, un curioso corso d’acqua in cui sali di rame hanno ricoperto di una patina turchese (woodwardite) le pietre e la sabbia del fondo, conferendogli un aspetto davvero singolare.

 

Trovate la descrizione completa di un itinerario geologico-escursionistico a Plout, in comune di Saint-Marcel, nella sezione Geoturismo. Approfondimenti sulla geologia della zona nel libro di Francesco Prinetti Andare per sassi, ed. Musumeci.

ATTENZIONE: in attesa di una sistemazione e valorizzazione del sito minerario, raccomandiamo attenzione e prudenza nella visita ai ruderi degli impianti minerari, attualmente pericolanti.

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Chamois: perla delle Alpi

La funivia che conduce a Chamois, Valle d'AostaIl comune di Chamois, nella Valtournenche, è l'unico comune in Italia raggiungibile solamente in funivia o a piedi. Per questo motivo è la meta ideale per chi ricerca un momento di tranquillità. Il comune è formato da diversi villaggi, disseminati sui fianchi soleggiati della montagna, che conservano magnifici esempi dell'architettura rurale valdostana. L'assenza di traffico e il silenzio della località sono un toccasana per chi rifugge dal caos cittadino.

Numerose le escursioni che si possono compiere in zona. Con una breve passeggiata (o con la comoda seggiovia) si può raggiungere il Lago di Lod, splendidamente collocato, e la vicina area attrezzata per il picnic. Chi ama camminare può proseguire lungo la "grande balconata del Cervino" verso il bel villaggio di Cheneil o salire al santuario di Clavalité, posto su un crinale estremamente panoramico. Una strada sterrata pianeggiante, quasi interamente nel bosco, collega Chamois con La Magdeleine: è un percorso adatto alla mountain bike, accessibile anche ai meno allenati. Molto bella anche l'escursione che conduce al Col de Nana e il  sentiero a mezza costa che collega Chamois a Valtournenche. Almeno in discesa, vale la pena di evitare la funivia e tornare a valle lungo la tortuosa ma affascinante mulattiera che scende a Buisson fiancheggiando alcune belle cascate.

Il comune partecipa al progetto "Alpine Pearls" che riunisce prestigiose località delle Alpi impegnate in un turismo sostenibile, con iniziative che coinvolgono la mobilità, la tutela dell'ambiente, la valorizzazione delle produzioni tradizionali e della cultura locale. Sul sito anche descrizioni di itinerari da noi redatti.

Anche se Chamois non ha strade asfaltate, la località è comunque aperta al mondo e alle innovazioni: il comune è infatti servito da connessioni wireless per dati e telefonia.

Nella sezione Geoturismo abbiamo pubblicato una relazione su Cheneil, splendida conca adiacente Chamois, magnifico esempio di civiltà alpina autentica, finora preservata dalla speculazione edilizia, per la quale sono purtroppo in progetto interventi per la realizzazione di un ascensore e di una strada poderale.

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Comboé, paradisiaco vallone sospeso

A monte di Aosta, poco lontano dalle piste di sci di Pila, c'è una piccola perla nascosta: il magnifico vallone sospeso di Comboé. Una verde vallata pianeggiante, circondata dai boschi, ai piedi della Becca di Nona, solcata da un piccolo torrente: un autentico paradiso. I numerosi pini cembri, piuttosto rari altrove, alimentano chiassose nocciolaie. Alcuni alpeggi continuano il tradizionale sfruttamento agricolo per la produzione della fontina.

Si può raggiungere Comboé salendo da Pila oppure, più comodamente, scendendo dal lago di Chamolé, servito da una seggiovia. Da qui si può salire sulla cima della Becca di Nona, lungo un ripido sentiero che non presenta difficoltà alpinistiche, oppure si può proseguire verso il lago di Arbole, facendo tappa nell'omonimo rifugio, e raggiungere magari la vetta del Mont Emilius.

 

Malgrado l'opposizione di un folto gruppo di persone sensibili alla tutela dell'ambiente alpino, il comune di Charvensod ha realizzato una strada a servizio degli alpeggi della valle. A nostro avviso è stata così persa l'occasione di salvaguardare una delle pochissime aree ancora integralmente naturali, una caratteristica che sarà sempre più ricercata in un'Europa ogni giorno più antropizzata, cementificata e asfaltata. Per saperne di più: amicicomboe.noblogs.org.

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Valsavarenche, piccolo paradiso. 

Bell'esemplare di maschio di stambecco nel Parco del Gran ParadisoLa Valsavarenche, unica valle interamente all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, meno nota e frequentata della vicina Valle di Cogne, è un perfetto esempio di valle alpina che ha conservato il suo carattere autentico. Alcuni villaggi sono tra i più begli esempi di architettura rurale di tutta la Valle d'Aosta. Stambecchi e camosci sono numerosi e dall’autunno alla primavera si osservano con facilità anche sul fondo valle. Comode escursioni percorrono i sentieri del re, fatti costruire da Vittorio Emanuele II quando questi territori erano riserva reale di caccia. Il vallone di Leviona, i casolari di Orvieille, gli ampi pianori umidi del Nivolet sono mete accessibili e di grandissimo fascino che attraversano boschi, praterie alpine popolate da marmotte, e giungono a lambire i ghiacciai che scendono dalle vette maestose. Il rifugio Federico Chabod e il rifugio Vittorio Emanuele II sono comodi punti d’appoggio per la salita alla vetta del Gran Paradiso, 4.061 m. La via normale non presenta particolari difficoltà tecniche e, con l’aiuto di una guida alpina, si può tentare il “battesimo dei 4000”. Con un minimo di condizione fisica e un po’ di tenacia proverete un’esperienza emozionante e indimenticabile.

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La segreta Val Clavalité 

Il piano di Clavalité in inverno. Foto di Sergio EnricoLa Valle di Clavalité, nel comune di Fénis, è un’importante valle laterale raggiunta solo da pochi anni da una strada asfaltata. Per questo motivo ha conservato il carattere rurale che aveva gran parte della regione fino a mezzo secolo fa. A metà valle, dopo aver superato un antico corpo di frana ormai ricoperto dal bosco, appare all’improvviso un vasto pianoro attraversato dal torrente e disseminato di piccoli abitati. E’ un luogo di rara bellezza, silenzioso e solitario, col fascino dei luoghi esclusivi. In fondo al piano, superata una cascata, la valle continua più stretta, attraverso verdi pascoli, fino alle pendici della Tersiva. Il lungo e selvaggio vallone laterale del Savoney conduce al Col Mezove che immette nel Parco regionale del Mont Avic. La valle è una riserva privata di caccia, ricca di fauna selvatica. Due bei laghi e le vestigia dell’antica strada reale di caccia completano le attrazioni di questa valle conosciuta solo dai valdostani. Nei pressi dell'Alpe Queneus, a 2.150 m, è in funzione il bivacco Val Clavalité, dotato di cucina, 2 locali giorno e 20 posti letto. Il bivacco rappresenta un punto d'appoggio ideale per escursioni nell'area.

 

Anche la Val Clavalité è interessata da un progetto di sfruttamento idroelettrico. La parte più a valle del bel pianoro verrà sommersa da un piccolo bacino artificiale. La centrale verrà realizzata nei pressi del villaggio di Lovignana dove già esiste un bacino interrato che alimenta un'altra centrale.

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La valle dell'Alleigne, biodiversità a rischio

Valle dell'Alleigne o Vallone della legna, Champorcher, Valle d'AostaLa valle dell'Alleigne, nota anche come vallone della legna, è una meta di enorme pregio naturalistico. Si trova sulla destra orografica del torrente Ayasse, nella valle di Champorcher. La valle si sviluppa, non casualmente, lungo il contatto fra le rocce cristalline della placca continentale africana e le pietre verdi di origine oceanica. La sua posizione di confine, tra le piovose valli pedemontane del Canavese e le aride valli interne valdostane, ha favorito lo sviluppo di una flora estremamente varia, con la presenza di specie di grande pregio, censite sin dal 1900 dal botanico Lino Vaccari. Per questi motivi la valle dell'Alleigne è stata inserita dalla Comunità europea, dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Valle d'Aosta tra i siti di importanza nazionale nell'ambito del progetto Bioitaly del 1998.

La zona è molto interessante anche dal punto di vista storico ed etnografico. Nel Seicento e Settecento a Vercoche si estraeva il ferro che veniva poi fuso nel forno di Ourty, di cui oggi si intravedono ancora i resti. La bella mulattiera che l'attraversa era frequentata, fin da tempi remoti, da pastori transumanti e commercianti ambulanti.

La valle ha conservato i suoi caratteri originali anche per l'assenza di una strada carrozzabile. La tranquillità di questi luoghi consente inoltre di osservare una ricca fauna selvatica.

 

Da diversi anni si discute dell'opportunità di realizzare una strada poderale per favorire l'accesso agli alpeggi e agevolare le attività economiche. Riteniamo che si debbano e possano trovare alternative che salvaguardino una delle rare valli alpine ancora sostanzialmente incontaminate.

Lo stesso pensiamo del progetto di costruzione di un impianto idroelettrico i cui costi ambientali sarebbero enormemente superiori ai vantaggi economici.

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Il lago inferiore di Laures e la parete est del Mont Emilius.Natura selvaggia attorno al Mont Emilius  

Il Mont Emilius, la cima piramidale di 3.559 m che domina la città di Aosta, si trova al centro di un’area non accessibile con l’auto, che ha conservato un elevato grado di naturalità. In particolare la zona dei laghi di Laures (2.542 m), raggiungibile da Brissogne con una faticosa ascesa di circa 4 ore, è silenziosa e selvaggia e trasmette una sensazione di pace e libertà. Nei pressi del lago inferiore di Laures, il più profondo della regione, c’è il rifugio Menabreaz, una struttura privata che dispone di un utile, seppure spartano, locale attrezzato aperto a tutti. Vale la pena di esplorare i laghi successivi, diversi per forma e colore, o effettuare delle traversate verso Saint-Marcel, Cogne o Pila. I più esperti possono proseguire per la cima lungo itinerari di diversa difficoltà tra cui un'aerea - ma accessibile - via ferrata che segue la cresta occidentale salendo dal vallone di Comboé.

 

Sono attualmente in corso lavori per lo sfruttamento idroelettrico delle acque del lago.

Lo stambecco bianco avvistato alle pendici del Mont Emilius. Foto La RepubblicaSulle pendici del Mont Emilius è nato nel 2006 uno stambecco albino. L'esemplare - unico caso di albinismo noto per questa specie - è un maschio, in buona salute, attualmente osservato nella Valle di Cogne.

In passato era stata osservata una femmina di camoscio albina in Valsavarenche, nel Parco del Gran Paradiso. Visse oltre dieci anni e partorì alcuni piccoli non albini.

Lo stambecco bianco del film di Francesco Nuti "Tutta colpa del Paradiso", girato in Val d'Ayas, era invece un caprone dipinto.

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Becca France, un geosito carico di storiaLa cresta della Becca France, Valle d'Aosta

La Becca France, nel comune di Sarre, è una meta originale che offre molti spunti di interesse storico e geologico. Questa montagna franò rovinosamente la mattina del 6 luglio 1564, cancellando il sottostante villaggio di Thora. La nicchia di distacco, ampia quasi un chilometro, occupa l'intero versante orientale e appare ancora come un'immensa voragine. L'itinerario si svolge fra boschi e pascoli e attraversa il corpo della frana, ormai ricoperto da bosco, passando a fianco di blocchi ciclopici. L'evento catastrofico sembra dovuto a un movimento gravitativo profondo che ha minato la stabilità del versante. Nei giorni precedenti il crollo sono inoltre documentate forti piogge ed un terremoto. Controversa è l'importanza reale dell'abitato di Thora che venne probabilmente enfatizzata per ottenere maggiori agevolazioni fiscali.

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Vertosan, valle dal sapore antico
In MTB alla Cour de Bard, sullo spartiacque del vallone di VertosanIl verde vallone di Vertosan, nel comune di Avise, è un angolo di montagna ancora incontaminato, poco noto ai turisti. La valle sospesa si raggiunge da Saint-Nicolas, percorrendo la strada che porta a Vens e, oltrepassato il Col de Joux, proseguendo lungo una strada sterrata, oppure, a piedi, dal villaggio semi abbandonato di Vedun, nel comune di Avise. E’ una zona prettamente agricola, costellata di alpeggi, sparsi fra le radure che si aprono fra boschi di larice. Qui si svolge una delle più tradizionali bataille des reines. La zona è ideale per la mountain bike e l'escursionismo. Salendo alla Court de Bard, un promontorio che si affaccia sulla valle centrale, si gode di una vista superlativa sul Monte Bianco e sulle valli del Gran Paradiso. Alla testata della valle, i tranquilli laghi di Dzioule sono una meta escursionistica invitante. Al ritorno non bisogna mancare una sosta al ristorante Lo grand baou di Lorenzo e Denise Marcoz, nel piccolo abitato di Jovençan, uno dei rari locali in cui si può gustare un menu autenticamente tradizionale. Aperto solo a luglio e agosto.

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Ghiacciai e morene
Il ghiacciaio della Lex Blanche tra l'Aiguille des glaciers e l'Aiguille de Trélatète, Val Veny, massiccio del Monte Bianco.Agli albori del turismo di montagna, dal XVII al XVIII secolo
(fino a De Saussure),  la principale attrazione non era la conquista delle cime ma la contemplazione dei ghiacciai che all'epoca - si era nella "piccola età glaciale" - erano in forte progresso.
Ancora oggi i ghiacciai sono uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza e di forte impatto emotivo, oltre a ricoprire una grande importanza nell'ecologia e nell'economia della montagna. I ghiacciai hanno svariate forme, dimensioni, colori. La Valle d'Aosta, che ne conta oltre 200, ne offre un campionario completo. Con una guida esperta si possono inoltre riconoscere le tracce lasciate dai ghiacciai in epoche passate, dall'immensa morena che è la "Serra" di Ivrea, creata dall'ultima glaciazione conclusasi circa 10.000 anni orsono, ai numerosi massi erratici, alle morene degli ultimi periodi di avanzamento, nel '600 e nell'800, ai numerosi laghi alpini formatisi per sovraescavazione glaciale.

Il lago glaciale del Miage, in Vale Veny, ai piedi del Monte Bianco Numerosi itinerari, anche non impegnativi, consentono di ammirare e scoprire questi fenomeni naturali, minacciati dall'aumento della temperatura che si registra negli ultimi anni.

Secondo studi recenti, tra il 1977 e il 1999 la superficie dei ghiacciai valdostani si è ridotta del 18%, con una perdita di circa 34 Kmq. Dal '99 al 2007 la perdita annuale si è raddoppiata, riducendo i nostri ghiacciai di ulteriori 19 Kmq. Le stime degli esperti prevedono la scomparsa di molti piccoli ghiacciai nei prossimi anni. Il ghiacciaio del Ruitor, fra i più estesi della regione anche se la vetta non raggiunge i 3.500 m, ha perso in un solo anno 11 milioni di metri cubi di acqua!
A dicembre 2007 è stato presentato il nuovo catasto dei ghiacciai valdostani, consultabile online.

Osservazioni aeree effettuate dopo l'ultimo censimento hanno decreta la scomparsa di circa 15 piccoli ghiacciai.

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Uno spettacolare geosito: i calanchi e le piramidi di terra di Saint-Nicolas.

 

I calanchi di Saint-NicolasA oriente dell'abitato di Saint-Nicolas si offre alla vista uno spettacolare geosito. Il torrente Gaboë ha infatti inciso profondamente, con un'azione di dilavamento, i terreni composti da limi e ciottoli, creando profondi e suggestivi calanchi. La presenza di blocchi di dimensioni maggiori, riducendo l'erosione sottostante, ha originato fiabeschi pinnacoli che aggiungono ulteriore fascino a questo sito.

Un percorso di visita consente di ammirare il fenomeno dai pressi della strada carrozzabile o, con una breve passeggiata, dal ciglio dei calanchi.

Analoghi e altrettanto interessanti i vicini e meno noti calanchi di Rumiod, nel comune di Saint-Pierre.

Poco lontano merita una visita la chiesa parrocchiale di Saint-Nicolas, in posizione appartata e panoramica, e il Bois de la Tour, un bel bosco con sentiero didattico, corredato da pannelli e uno speciale percorso per non vedenti.

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Sulle tracce dei dinosauri

Impronte fossili di dinosauri ad Emosson. Nella foto Christophe e Joel FederNella conca del Vieux Emosson, in territorio svizzero, a 2.460 m di altitudine c'è un importante sito paleontologico con circa 800 impronte fossili di dinosauri. Su una placca inclinata di arenaria si osservano 9 diverse forme di impronte, attribuite ad Archeosauri, rettili primitivi di taglia relativamente ridotta (lunghezza 3-4 m e un peso di 300-400 kg).

Oltre all'interesse del sito, dichiarato protetto dal cantone del Vallese, tutta l'escursione di circa 2h 30' si svolge in uno scenario alpino di grande bellezza, fra ampi circhi incorniciati da alte montagne. L'escursione ha inizio dall'impressionante diga di Emosson che ha originato un suggestivo lago artificiale. La zona si raggiunge in poco più di un'ora di auto dal confine.

Attenzione: a causa dell'esposizione e dell'altitudine il sito è talora coperto dalla neve fino al mese di agosto.

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Orridi, ultimi ambienti segreti. 

Ponte in pietra a Pontboset sul torrente AyasseGli orridi, le gole e le forre scavate dai corsi d’acqua sono luoghi molto selvaggi, poco o nulla antropizzati, che costituiscono isole di autentico “wilderness” anche in aree profondamente trasformate dall’uomo. Per il susseguirsi di erosioni glaciali e fluviali, quasi tutte le valli laterali hanno l’aspetto di valli sospese, profondamente incise allo sbocco nella valle della Dora. L'erosione ha prodotto talora forme fantastiche, talora baratri spaventosi, uno spaccato del sottosuolo nel quale l'esperto riesce a leggere la storia della Terra.

Innumerevoli le zone che si prestano a emozionanti esplorazioni nella nostra regione, ad iniziare dall’orrido di Pré-Saint-Didier in cui sgorga l'acqua calda che alimenta le vicine terme. Oggi l'orrido è superabile anche con un'aerea traversata mozzafiato di un parco avventura. L’obliqua forra del torrente Colomba a Morgex è frequentata dagli amanti del torrentismo, così come le limpide pozze del torrente Rio Fer o dello Chalamy. Impressionante è la gola della Grand Eyvia superata dall’ardito ponte romano di Pondel. Assai noto - e primo sito del genere a essere sfruttato turisticamente - è il Gouffre des Busserailles in Valtournenche, con le sue notevoli marmitte dei giganti. Meno conosciuto, invece, l'orrido di Betenda in Valpelline.

Il ponte di Moretta, sul torrente Lys, fra Perloz e Tour d'HererazAlcune località hanno investito negli ultimi anni proprio nella valorizzazione di questi affascinanti quanto interessanti geositi. Nella valle di Champorcher sono stati realizzati tre percorsi lungo il torrente Ayasse che permettono di esplorare in sicurezza ambienti molto vari, carichi di suggestione e di grande interesse per gli appassionati di geologia. E' infatti nelle rocce più dure, contrariamente al sentire comune, che si formano le forre più profonde e verticali. Il tracciato nel comune di Pontboset - orrido del Rathus - si sviluppa attraverso antichi ponti in pietra, lungo un percorso che propone spunti di carattere storico ed etnografico. Numerose e profonde gole sono state formate dalla potente azione del torrente Lys. All'inizio della Valle di Gressoney si può ammirare un impressionante orrido dal ponte di Moretta, ponte in pietra a schiena d'asino, realizzato nel settecento lungo l'antico chemin de la Vallaise che unisce Tour d'Héréraz col capoluogo di Perloz. Più a monte é suggestivo il percorso segnalato allo stretto Gouffre de Guillemore - poco a monte di Fontainemore - attraversato da un piccolo ma affascinante ponticello in pietra. Questi luoghi così inconsueti e repulsivi, secondo la tradizione erano popolati da fate, draghi e altri personaggi fantastici. A questi abissi sono infatti legate numerose leggende, talvolta ispirate a reali fatti di cronaca.

Un dettagliato itinerario geologico alle Goye di Hône, è descritto nella sezione Geoturismo

Per gli appassionati di pesca, frequentatori abituali di orridi e torrenti, segnaliamo il recente volume: Acque di montagna, con 52 itinerari di pesca nella nostra regione.

Chi ha spirito sportivo e desidera provare l'ebbrezza del canyong, in estate la Valle d'Aosta offre ambienti eccezionali. Rivolgetevi a guide alpine specializzate: http://www.guidealpinearnad.com/ - http://stefanoepiney.blogspot.com/

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Laghi, una meta sempre diversa (un breve elenco).

Le calme acque del Lago di Lod, ChamoisI laghi sono da sempre una meta apprezzata dagli escursionisti, una destinazione che piace a bambini e adulti. Alcuni laghi si possono raggiungere con itinerari di pochi minuti, altri con impegnative escursioni di più ore. Alcuni sono molto noti e frequentatati mentre altri rimangono luoghi tranquilli e solitari.

La Valle d'Aosta conta circa 700 laghi alpini, in ambienti e quote differenti, di forma, colore, dimensione sempre diversi e sempre affascinanti. Ne segnaliamo solo alcuni tra i più rappresentativi della regione.

Numerosi i piccoli specchi d'acqua d'alta quota, gelati per molti mesi all'anno, dalle acque limpide e dal colore blu intenso Lago Morto (Bionaz), Lago gelato (Champdepraz), Lago blu di Verra (Ayas), Laghi di Lussert, Lago Loie (Cogne), Laghi di Bellecombe (La Thuile), Lago Leitou (Ollomont), ecc. I laghi posti a quote tra i 1800 e i 2500 metri sono più vasti e solitamente pescosi, circondati da ambienti di pascolo o dagli ultimi arbusteti Lago inf. di Laures (Brissogne),  Lago d'Arpy (Morgex), Laghi del Ruitor (La Thuile), Lago Liconi (La Salle), Laghi Bianco, Nero e Cornuto (Champdepraz), Lago Miserin (Champorcher),  Lago di Chamolé (Pila - Gressan), Laghi di Palasina  (Brusson),  Lago Verney (Piccolo San Bernardo - La Thuile), Laghi del Nivolet (Valsavarenche), Lac de fond  (Avise), Lago Dilec (Fénis), ecc.. Alcuni li troviamo ad altitudine ancora inferiore, circondati dai boschi, con le sponde spesso colonizzate da canneti e altra flora acquatica e igrofila Lago Lod (Chamois), Lago Lod (La Magdeleine), Lago della Serva (Champdepraz), Laghi Lexert (Bionaz), ecc.. Alcuni di questi sono tutelati da apposite riserve naturali (Laghi di Villa, Lolair, Lozon, Oley). La riserva naturale del Mont Mars, in comune di Fontainemore, sulla sinistra orografica della valle di Gressoney, è punteggiata da numerosi laghi a quote successive (Vargno, Bonnel, Leilong d'en bas e d'en haut, Barme, Cuaz). Le sponde dei laghi Leilong sono circondati da eriofori e carici e quasi interamente ricoperti dallo Sparganium angustifolium.

Il Cervino si specchia nel piccolo lago bleu. Foto di Francesco PrinettiParticolarissimo è il Lago del Miage, racchiuso all'interno della morena e alimentato dalle acque lattiginose del ghiacciaio omonimo.

I laghi più estesi della regione sono bacini artificiali che alimentano delle centrali idroelettriche, originati da grandi dighe Lago di Place Moulin (Bionaz), Lago di Cignana (Valtournenche), Lago di Beauregard (Valgrisenche), Lago Gabiet (Gressoney-La-Trinité), ecc.).

Tra i più noti della regione vi è certamente il Lago blu di Breuil-Cervinia (Valtournenche), è un piccolo specchio d'acqua, poco profondo, ma nelle sue acque si specchia il Cervino, "il più nobile scoglio d'Europa".

Informazioni per i pescatori sul volume Acque di montagna, Massimo Arcaro, Ed. Le Chateau, Aosta.

 

Il sito internet dell'Arpa regionale, che gestisce un catasto dei laghi valdostani, segnala alcuni laghi curiosi. Possibilità anche di scaricare l'intero catasto dei laghi (file in formato PDF da 23 Mb).

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I tesori nascosti della Valgrisenche 

La Valgrisenche è una delle valli turisticamente meno sviluppate della Valle d’Aosta. La zona è in realtà molto interessante, con luoghi di grande fascino e importanza naturalistica. La valle è segnata dal grande muraglione della diga, costruita a monte del capoluogo, che origina un piccolo bacino artificiale. La testata della valle, nei dintorni dell’accogliente rifugio Bezzi, è dominata da ampi circhi glaciali e caratterizzata da praterie d’alta quota e da macereti colonizzati da flora pioniera. Quest’area è segnalata per l’elevato grado di naturalità che ha conservato. Consigliamo anche la salita al rifugio Epée, posto lungo l’Alta Via n. 2. Il percorso si sviluppa attraverso un bosco di larici plurisecolari ed è tutelato come bosco monumentale. Dalla Valgrisenche si può salire alla Testa del Ruitor, cima di 3.486 m che origina uno dei più estesi ghiacciai della regione. 

Prodotto tradizionale di Valgrisenche è il drap, un tessuto in lana utilizzato soprattutto per confezionare calde coperte. Un tempo, nei lunghi inverni, uomini e donne tessevano la lana proveniente da varie località della Valle d’Aosta, usando tradizionali telai in legno, impiegati tuttora.

 

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