| Ebbene sì, l’ho fatto. Ho ceduto al fascino démodé della carta stampata, ho scritto un libro. Di geologia. Sulle rocce alpine. |
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Apparentemente, quanto di più banale si possa immaginare. Ma mi era necessario per offrirmi in qualche modo ai tanti amici che ho portato in giro per le montagne, o che mi hanno sopportato durante le escursioni. Ed anche per confrontarmi con i geologi che mi hanno fatto gioire e soffrire lungo tutti questi anni. Gioire per la genialità delle ricerche, delle interpretazioni, degli scenari proposti. Soffrire per la loro difficoltà a comunicare, a proporsi culturalmente ad un pubblico non specialistico. |
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Non ho invece detto niente dei dissesti, delle alluvioni, della protezione civile. Basta con l’equazione geologia uguale disastro.
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Queste cose secondo me vanno dette anche per iscritto. In un libro. Perché si possano leggere nei momenti di totale relax, nella natura all’ombra tenue di un larice, o nella poltrona di casa accanto alla finestra, aspettando che la pioggia finisca.