I castelli della Valle d'Aosta |
La Valle d'Aosta è giustamente nota per i suoi castelli medievali - in primo luogo quelli di Fénis, Issogne e Verrès - splendidamente conservati e considerati tra gli edifici più rappresentativi dei secoli XIV-XV.
Interessante e inedita è la visita al Forte di Bard, aperto al pubblico dal 2006. Questa possente opera di sbarramento è un perfetto esempio di architettura militare sabauda e una delle più imponenti fortificazioni ottocentesche delle Alpi.
Attualmente sono visitabili internamente i castelli di Fénis, Issogne, Verrès, Ussel (Chatillon), Sarriod de la Tour (Saint-Pierre), Sarre e il Castel Savoia di Gressoney.
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E' possibile prenotare una visita
guidata a questi castelli con le
guide turistiche della Valle d'Aosta
che ve ne sveleranno la storia, i segreti e sapranno incuriosire e
interessare tutti i tipi di pubblico.Nella sezione Proposte trovate i nostri programmi per Tour dei castelli e altre gite organizzate alla scoperta della Valle d'Aosta. Orari di apertura, modalità di visita e costi nell'apposita sezione Informazioni. |
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Il castello di Fénis, |
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Gli affreschi sulle lunette
del porticato del cortile del castello di Issogne, realizzati a cavallo fra '400 e '500,
raffigurano scene di vita quotidiana e rappresentano un'eccezionale
testimonianza dell'epoca. Queste pitture, da sole, valgono una visita. Gli
interni conservano soffitti e parte degli arredi originali. Notevole anche la
cappella, con un magnifico altare gotico a sportelli, e la cosiddetta sala
di giustizia, completamente affrescata. Tutte le pareti del
maniero sono ricoperte di iscrizioni, graffiti e
disegni realizzati dagli ospiti
del castello nel corso di quattro secoli. Motti, citazioni, notizie di
avvenimenti, frasi amorose o scurrili, costituiscono un insieme curioso
e una
fonte documentaria di enorme valore storico. |
N.B. Non è possibile accedere alle vicinanze del castello col pullman. La salita al maniero richiede circa 20 minuti di cammino dal paese di Verrès, prima lungo un tratto di strada asfaltata, quindi lungo l'antica mulattiera. Più faticoso ma più veloce il percorso lungo il ripido percorso pedestre che parte dal borgo. Dal parcheggio per le auto ci vogliono comunque 5-10' a piedi lungo il tratto finale di mulattiera. |
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Di proprietà dei signori De Sancto Petro, già citato in un documento del 1191, venne in seguito ceduto ai signori di Quart, quindi al duca di Savoia e alla famiglia Challant. Nel Seicento venne ampliato dalla famiglia Roncas. L'edificio è composto da porzioni costruite in tempi diversi non facilmente riconoscibili. Nel 1873, l'ultimo proprietario, il barone Emanuele Bollati, operò importanti trasformazioni sotto la responsabilità dell'architetto Camillo Boggio. Con un intento romantico-decadente, influenzato forse dai castelli di re Ludwig di Baviera, aggiunse al mastio le quattro torrette angolari che - pur non avendo riscontro nell'architettura medioevale valdostana - attraggono i viaggiatori che transitano lungo la strada statale ai suoi piedi. ATTENZIONE: castello e museo rimarranno chiusi fino al 2011 per restauri e per il riallestimento delle collezioni. |
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Di proprietà del comune di Saint-Denis, viene aperto per visite guidate nel solo periodo estivo o su prenotazione. |
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Il castello, documentato sin dal 1207, era costituito in origine da una torre primitiva a tre piani, circondata da una cinta di mura. All'inizio del XIV secolo Aimone di Challant costruisce una seconda cinta e amplia il donjon. Il figlio Amedeo munisce il castello di quattro torri cilindriche poste agli angoli del torrione, rendendolo una dimora signorile oltre che un edificio difensivo. Nel primo quarto del Settecento il castello raggiunge la forma attuale con l'aggiunta dei loggiati mentre le ristrutturazioni interne continueranno fino al XX secolo. Fondamentale era l'importanza del parco esterno, con fontane e scalinate, che integravano mirabilmente la scenografia dell'edificio. Il castello sarà visitabile appena terminati i lavori di restauro, secondo la finalità di restitution del patrimonio culturale, promossa dall'Amministrazione regionale. |
| Un altro castello estremamente interessante, attualmente non visitabile internamente ma oggetto da tempo di complessi interventi di restauro, è quello di Quart (dettagli nella sezione Cantieri) |
Il primitivo castello di Chatel Argent, che sovrasta il borgo di Villeneuve, è attualmente oggetto di restauri. |
I castelli di Nus, Saint-Christophe, Chatillon, Tour de Villa (Gressan), Avise, Vallaise (Arnad) sono residenze private, tuttora abitate.
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Il
castello di Introd,
circondato da un parco alberato, occupa la strategica altura fra i torrenti delle valli di Valsavarenche e di Rhêmes. Il
complesso è composto da una serie di fabbricati, eretti sul perimetro
interno di una muratura poligonale, uniti a formare un'irregolare
struttura ad anello. Al centro del cortile
interno svetta un antico donjon
con un'altana coperta. Due devastanti incendi nel XIX secolo hanno
distrutto gran parte delle strutture antiche. Il castello è stato
ricostruito - a partire dal 1910 - dall'architetto Chevalley che ne ha
fatto una ricca e suggestiva residenza neogotica. Fra gli elementi
originali sopravvissuti all'incendio, oltre al torrione centrale, la curiosa
e originale "cucina a tutta cappa". Di grande interesse due
originali granai in legno, risalenti alla prima metà del XV secolo. Ancora più
notevole la vicina cascina quattrocentesca detta la Ola, con elementi
architettonici di grande pregio.Il castello, tuttora abitato, viene aperto parzialmente al pubblico da alcuni anni. |
Interessanti sono anche la cilindrica Tourneuve e la Torre del lebbroso, indissolubilmente legata al racconto del savoiardo Xavier de Maistre, realmente ispirato al lebbroso Pietro Bernardo Guasco che vi fu rinchiuso a fine '700. La torre che conserva maggiormente l'originale aspetto romano è la Tour du Pailleron, di fronte alla stazione ferroviaria. Altre informazioni sulle torri e i castelli della città nella sezione su Aosta e in quella sui Cantieri |
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Il parco del castello Passerin d'Entrèves a Chatillon, tuttora abitato, ospita numerose piante monumentali tra cui imponenti faggi pluricentenari. Altri castelli medioevali, talvolta non meno interessanti ma in attesa di adeguata valorizzazione, si trovano anche ad Avise, Arvier, Morgex, Arnad, Pont-Saint-Martin, Perloz, Etroubles, Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Marcel mentre torri primitive, case forti e torrette di guardia sono disseminate praticamente su tutto il territorio regionale. |
| Vi invitiamo a visitare queste testimonianze del medioevo con le guide turistiche della Valle d'Aosta che sapranno farvene scoprire e godere tutti gli aspetti storici e artistici, le curiosità e i segreti. La visita guidata di costruzioni diverse, permette di apprezzare l'evoluzione di queste strutture: dai castelli più primitivi, prettamente difensivi, ai complessi militari/residenziali trecenteschi, fino alle raffinate residenze cortesi. Per le scuole in gita di istruzione abbiamo elaborato dei percorsi appositi |
Per orari di apertura e costi visitate la sezione informazioni pratiche
Nella sezione Proposte trovate itinerari e programmi con Tour dei castelli valdostani.
Proposte di visita per gite scolastiche nella sezione scuole
Altre informazioni su alcuni castelli si trovano anche nella sezione Cantieri
Agli appassionati di castelli, segnaliamo il Festival del Medioevo che si terrà in Valle d'Aosta dal 17 al 19 settembre 2010 con interessanti proposte
Castelli del XX secolo |
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![]() Il castello Jocteau, in splendida posizione dominante su Aosta, venne terminato nel 1906 su commissione della baronessa Candida Jocteau Bombrini. Ribattezzato in seguito castello Duca degli Abruzzi, ospita dal 1934, col nome di castello generale Cantore, il comando della Scuola militare alpina, oggi divenuto Centro addestramento alpino. Il massiccio edificio, ritmato da torrioni quadrati e cilindrici, risalta per il suo candore all'interno di un grande parco alberato. Link a una cartolina d'epoca del castello. |
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