Aosta e altre mete culturali della regione

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La città di Aosta  Lat. 45° 44' 16" N - Long. 07° 19' 29" E

Altitudine: 583 m, Abitanti: 34.657 (al 31/12/2012)

 

Aosta è il capoluogo della Regione autonoma Valle d'Aosta. E' una bella e tranquilla città che custodisce notevoli tracce del suo complesso passato.

 

Aosta, l'Arco di Augusto di notte. Foto Yuri ChablozAosta è una città fondata dai Romani nel 25 A.C. - all'inizio dell'età augustea - col nome di Augusta Praetoria. La colonia, edificata nei pressi della confluenza del torrente Buthier col fiume Dora, è un modello esemplare di urbanistica. Per l'importanza dei resti romani ancora visibili, Aosta venne definita la Roma delle Alpi. Della città romana Aosta conserva importanti monumenti quali l'Arco d'Augusto, la Porta Pretoria, il teatro, il criptoportico forense, la cinta muraria quasi interamente conservata. L'impianto urbanistico, rigidamente ortogonale, che suddivideva la città in insulae, è ancora oggi riconoscibile nel tessuto urbano attuale.

 

Approfondimenti su Aosta romana nelle proposte per le scuole.

 

Facciata meridionale del teatro romano di AostaDopo anni di delicati restauri, è nuovamente visibile in tutta la sua imponenza, la monumentale facciata meridionale del teatro romano di Aosta, alta ben 22 m., scandita da robusti contrafforti e alleggerita da 4 serie di aperture sovrapposte. L'opera venne realizzata in una fase successiva alla fondazione della città e fu ampliata ulteriormente nei secoli successivi. La cavea è inscritta in un recinto rettangolare che si suppone sostenesse una copertura. L'edificio pubblico era di notevoli proporzioni, si stima infatti che la cavea potesse ospitare oltre 3.000 spettatori, a riprova della grande importanza della città in epoca romana.

 

La città conserva interessanti vestigia del medioevo, in particolare la collegiata di Sant'Orso, Il chiostro romanico di Sant'Orso ad Aostaprobabilmente il più importante complesso monumentale della città. Al suo interno spicca lo straordinario chiostro istoriato romanico risalente al XII secolo. La chiesa dei SS Pietro e Orso venne ripetutamente trasformata nel corso della sua storia. Sui resti di una basilica paleocristiana venne edificata una nuova costruzione in epoca carolingia, sostituita a sua volta, intorno all'anno mille, da una grande chiesa romanica a tre navate, con le pareti completamente affrescate. Nella seconda metà del XV secolo, per volontà del grande mecenate Giorgio di Challant, la chiesa subì importanti trasformazioni tese a conferire alla costruzione un aspetto tardo gotico. In particolare vennero costruite delle volte a crociera, al di sopra delle quali sono ancora visibili, eccezionalmente ben conservati, gli affreschi romanici degli inizi dell'XI secolo. Tra le numerose trasformazioni quattrocentesche, spiccano gli stalli lignei del coro, magnifico esempio di scultura del gotico flamboyant. Sul sagrato si affacciano il massiccio campanile del XII secolo, che in origine era una torre con funzione difensiva; il Priorato, raro esempio di impiego del cotto in Valle d'Aosta; un tiglio plurisecolare; la piccola chiesa sconsacrata di San Lorenzo, al di sotto della quale è possibile visitare un'interessante basilica paleocristiana del V secolo, disseminata di tombe tra cui quelle dei primi vescovi della diocesi.

 

La cattedrale di Aosta racchiude 16 secoli di storia e di arte. Recenti scoperte mostrano come molteplici cantieri si siano succeduti in epoche diverse, sovrapponendo o fondendo stili diversi, fino a formare un'opera originale e complessa. Prima una chiesa paleocristiana, più volte modificata nei secoli successivi, poi la grande cattedrale romanica, completamente affrescata, edificata attorno all'anno mille, poi le importanti variazioni trecentesche prima di giungere alla profonda trasformazione operata in epoca tardo gotica. Ulteriori apporti in stile barocco e neoclassico ne hanno infine definito l'aspetto attuale.

Affresco romanico nel sottotetto della Cattedrale, inizio XI secoloDa alcuni anni è stato realizzato un percorso per visitare gli interessantissimi scavi archeologici al di sotto del pavimento attuale. Questa visita consente di ripercorrere l'evoluzione di questo edificio di culto dal IV all'XI secolo, dalle trasformazioni operate su una ricca domus romana per accogliere una prima comunità di cristiani, fino alla cattedrale romanica del mille.

Un altro percorso conduce al sottotetto dove, al di sopra delle volte tardo gotiche, sono visibili gli stupendi affreschi romanici datati primo quarto dell'XI secolo, splendidamente conservati. Attenzione: gli scavi e il sottotetto non sono attualmente visitabili.

Il chiostro tardo gotico della cattedrale di AostaA ridosso della Cattedrale, inaccessibile e sconosciuto ai più, vi è un chiostro quattrocentesco, realizzato in sostituzione di uno romanico. La costruzione, a pianta trapezoidale, è una splendida espressione del tardo gotico, caratterizzato dall'alternanza di vari materiali: bardiglio grigio per i pilastri; calcare per i conci degli archi, gesso cristallino per i capitelli. Le decorazioni dei capitelli comprendono motivi vegetali, figure umane e zoomorfe, iscrizioni. Iniziato dall'architetto savoiardo Pierre Berger nel 1443, venne concluso solo nel 1460 dal lathomus Marcello Gérard di Saint-Marcel. Molto interessante è l'alternanza - all'esterno e all'interno delle colonne e dei contrafforti - di elementi cilindrici e poligonali, collocati in modo da produrre un sorprendente effetto visivo, carico di complessi significati simbolici. Purtroppo nel XIX secolo il chiostro venne sventrato per accogliere la cappella del Rosario che, pur lasciando intatta la maggior parte delle colonne, ha cancellato l'originale spazialità dell'opera.

 

Il criptoportico forense di AostaA fianco del sagrato della Cattedrale, è visitabile il criptoportico forense, imponente struttura semi ipogea che concludeva in maniera monumentale il lato settentrionale della grande spianata forense, regolarizzando la pendenza naturale del terreno. Questa lunga doppia galleria con volta a botte che racchiudeva l'intera area sacra, rappresentava un prolungamento del porticato del Foro e fungeva da sostegno per un porticato fuori terra. Da confronti con altri siti analoghi, in considerazione della vicinanza con la coppia di templi della città, si ritiene avesse impieghi prevalentemente rituali. Alcune emergenze archeologiche fanno pensare ad un suo successivo utilizzo come magazzino.

La visita, di grande interesse e suggestione, consente anche di osservare scorci della basilica paleocristiana e parte delle strutture della cattedrale romanica, addossate al criptoportico.

Il criptoportico è visitabile gratuitamente dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 18.

Affidatevi alle guide turistiche della Valle d'Aosta per visite guidate alla città di Aosta. Scoprirete i luoghi più interessanti della città, per conoscerne la storia e lo spirito autentico. Una guida locale vi condurrà non solo nei siti monumentali ma vi segnalerà anche gli aspetti più caratteristici e originali di Aosta. Abbiamo inoltre predisposto delle visite guidate, concepite appositamente per le scuole in visita di istruzione, nelle quali ci si può concentrare sugli aspetti romani o medievali della città. Interpellateci per verificare la fattibilità dei vostri progetti. Infine, per chi magari trascorre ad Aosta solo una serata, proponiamo delle interessanti visite notturne

 
Ricostruzione dell'Arco di Augusto. Disegno di Francesco Corni.
Ricostruzione di Augusta Praetoria. In primo piano l'Arco di Augusto, sullo sfondo le mura della città con la Porta Praetoria, il teatro e l'anfiteatro. Tratto da: Aosta antica - la città romana. Testo e disegni di Francesco Corni. Ed. Tipografia Valdostana. Aosta, 2004. http://www.francescocorni.com/

Le sale del Museo Archeologico Regionale sono allestite secondo un percorso tematico-cronologico, carico di suggestioni, che copre un periodo che va dal 7000 a.C. al VII secolo d.C. L'esposizione inizia con due delle importanti stele antropomorfe scoperte nel sito di Saint-Martin de Corléans e alcuni bei ritrovamenti protostorici. Un'intera sala accoglie il grande plastico di Augusta Praetoria. Prosegue poi proponendo belle suppellettili e vari ritrovamenti di epoca romana: i resti di un letto funebre, epigrafi, corredi, resti di statue, ornamenti, oggetti e strumenti di uso quotidiano. Didattiche e suggestive le ricostruzioni di ambienti e botteghe.

I piani superiori del MAR ospitano importanti esposizioni temporanee.

E' aperta al pubblico anche la grande villa romana in regione "Consolata". Si tratta di una grande villa urbano-rustica edificata 400 m. all'esterno della cinta muraria di Augusta Praetoria, all'incirca all'epoca della costruzione della città, avvenuta nel 25 A.C., e appartenuta certamente a un "dignitario" dell'epoca. Per celare il più possibile l'imponente struttura di copertura, si è scelto di annerire le parti moderne, di oscurare l'interno, illuminando soltanto le strutture antiche. La villa è visitabile il martedì e il venerdì, dalle 9 alle 13. Dal 1 marzo al 30 settembre viene aperta anche la domenica, dalle 14 alle 18.

Le torri che scandivano le mura romane di Aosta vennero trasformate in epoca medievale per divenire residenza dei signori locali. Tra le più note vi è la Torre del lebbroso, resa celebre da un racconto del savoiardo Xavier de Maistre, realmente ispirato al lebbroso Pietro Bernardo Guasco che vi fu a lungo rinchiuso.

Il castello di Bramafam, sede dei visconti di Aosta

 

Poco noto, ma di grande importanza storica e architettonica, è il castello di Bramafam, costruito sulla Porta principalis dextera della cinta romana, che fu dimora dei visconti di Aosta - che poi presero il nome di Challant - fino al 1295. E' costituito da una grande torre cilindrica, alta quasi 25 m e con un diametro di 9,60 m - tra i primi esempi nella nostra regione di questo tipo di struttura difensiva - e da un grande corpo rettangolare con eleganti bifore.

Informazioni sui castelli della Valle d'Aosta, nell'apposita sezione.

 
Torre dei Balivi. L'imponente torre all'angolo nord orientale della cinta muraria della città venne abitata nel XII secolo dalla famiglia De Palatio per poi passare sotto il controllo dei Conti di Savoia che vi insediarono il balivo, una sorta di prefetto. La torre ospitava anche la prigione la cui presenza doveva infastidire il balivo che chiese e ottenne di essere trasferito in altra sede. La torre venne dunque adibita esclusivamente a carcere e tale rimase fino al 1984. La sopraelevazione venne realizzata quasi interamente con blocchi di puddinga e travertino, provenienti dalla spoliazione dell'anfiteatro e delle mura romane. Importante la recente scoperta di un un blocco lavorato alla base dell'angolo sud-est, recante simboli benauguranti a basso rilievo, riferibili ai riti di fondazione della città.
La torre sarà sede della Fondazione Istituto Musicale della Valle d'Aosta.
 
 Piazza Emile Chanoux e il Municipio
Il Municipio di Aosta durante il raduno di mongolfiere del 2007

La piazza antistante la facciata neoclassica del Municipio - oggi intitolata a Emile Chanoux, leader e martire della Resistenza - è da due secoli il cuore della città. Sul lato occidentale dell'edificio sorge l'Hotel des Etats, storica sede del Conseil des Commis, antico governo della regione.

La piazza si apre là dove, fino in epoca napoleonica, sorgeva la chiesa di San Francesco, in passato vero centro politico e religioso della regione.

 

sito megalitico di Saint Martin de Corléans, Aosta

Alla periferia di Aosta è in corso di sistemazione (vedi sezione cantieri) l'importante sito di Saint-Martin de Corléans, un'area di culto delimitata da un'aratura rituale, con numerose strutture megalitiche, allineamenti di pali, menhir, dolmen e stele antropomorfe, risalente a 5.000 anni or sono.

 

 

Aosta by night
Di notte, la città illuminata offre stimoli e suggestioni particolari. Alcuni siti non sono visitabili all’interno, è vero, ma molti monumenti sono ben illuminati e diversi luoghi assumono di notte un fascino particolare. Vale perciò la pena, a nostro avviso, di dedicare un’ora a una visita guidata serale al centro storico di Aosta, accompagnati da una guida che svelerà i retroscena di questa originale città.

 

Mappa del Centro storico di Aosta - Link al sito del Comune di Aosta

Cliccare sulla mappa per ingrandire

 

La sezione periodici della Biblioteca regionale di AostaAd Aosta merita una visita la nuova Biblioteca regionale. Costruita in parte sulla struttura di un Hospice de Charité medievale, a sua volta realizzato su di una delle due torri che fiancheggiavano la porta decumana di Augusta Praetoria, è una biblioteca moderna, molto accogliente e fornita. Ospita una ricca sezione di fondo locale dove è possibile reperire libri, riviste e altri documenti inerenti la Valle d'Aosta. Tutte le sezioni sono "a scaffale aperto", i documenti sono collocati secondo una classificazione sistematica ed è perciò semplice trovare e consultare i documenti desiderati. Dispone di una fonoteca dove è possibile ascoltare CD in loco e di una videoteca dove si possono visionare o prendere in prestito film e documentari, selezionabili fra oltre 12.000 titoli in cassetta o DVD. La Biblioteca è aperta dal martedì al sabato dalle 9 alle 19, il lunedì dalle 14 alle 19, ed è accessibile anche ai non residenti. Le sezioni audio e video sono aperte dalle 14 alle 19 mentre sabato tutto il giorno. Il catalogo del Sistema Bibliotecario Valdostano è consultabile on-line.

Programmi di visita alla città per gruppi nella sezione Proposte. Possibilità anche di suggestive visite guidate serali.

Nella sezione Informazioni pratiche, trovate orari di apertura dei siti, parcheggi, ecc.

L'ufficio informazioni turistiche di Aosta è ospitato nella Torre dei Signori di Porta Sant'Orso, ovvero sul lato nord della Porta Praetoria, antico ingresso della città, nel pieno centro pedonale, a metà strada tra l'Arco di Augusto e la Piazza Emile Chanoux, tra Via Porta Pretoria e Via Sant'Anselmo.

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Altri siti

Importanti testimonianze artistiche del passato sono disseminate su tutto il territorio valdostano. Ne segnaliamo alcune.

La Via delle GallieLa strada romana delle Gallie a Donnas, Valle d'Aosta

La strada consolare delle Gallie, costruita negli anni immediatamente successivi alla conquista della regione e all’edificazione di Augusta Praetoria, attraversava l’intera Valle d’Aosta. Ad Aosta si biforcava per raggiungere a ovest l’Alpis Graia (oggi Piccolo San Bernardo) e a nord il Summus Poenino (oggi Gran San Bernardo). La strada romana, di larghezza regolare di circa 4 m, procedeva per segmenti rettilinei per la difficoltà di curvare dei carri dell’epoca. Il tracciato si sviluppava sulla sinistra orografica della Dora, più soleggiata e quindi maggiormente sgombra dalla neve. Allo sbocco delle valli laterali, una serie di ponti permetteva di superare gli impetuosi torrenti che scendono dalle montagne. Alcuni ponti romani sono tuttora transitabili mentre di altri rimangono resti significativi. Il più impressionante è sicuramente quello di Pont-Saint-Martin che supera il torrente Lys a 23 m di altezza. Con la sua arcata unica di 36 m è il più lungo ponte romano ancora integro. L’imponenza di queste opere, destinate certo a durare nel tempo, testimonia indubbiamente anche la volontà di impressionare e incutere rispetto.

Numerosi tratti della strada romana, rimasta in uso ancora nel medioevo, sono visibili in vari punti della regione, in particolare dove la valle si faceva più stretta e impervia. Spettacolare è il tratto di strada tra Donnas e Bard dove, per superare un tratto roccioso a fianco della Dora, i romani hanno ricavato la sede stradale scalpellando un imponente tratto di roccia. Un contrafforte ad arco rivela il profilo originale della parete e testimonia l’opera ciclopica che furono capaci di realizzare. Un altro passaggio suggestivo è quello di Pierre Taillée, oltre Runaz, in direzione del Piccolo San Bernardo. Qui la stretta gola è superata con una serie di ardite sostruzioni, alternate a tratti ricavati nella roccia viva.

Percorsi didattici di visita nella sezione Scuole

 

Il ponte-acquedotto romano di Pondel

Il ponte-acquedotto romano di Pondel. Foto Andrea Sampietro

 

All'imbocco della Valle di Cogne si può ammirare un'opera idraulica e civile unica: un ponte-acquedotto realizzato nel 3 A.C, due decenni dopo la costruzione della città romana di Augusta Praetoria, da un imprenditore privato, il patavino Caius Aimus Avilius, membro di una potente famiglia di imprenditori, attiva nel commercio di schiavi e nello sfruttamento di cave e miniere. Il ponte scavalca l'impressionante orrido scavato dal torrente Grand Eyvia. Nella parte superiore della costruzione scorreva il canale mentre al di sotto c'è un passaggio pedonale coperto.

Il ponte è stato recentemente restaurato e risplende in tutta la sua bellezza. Nuovamente leggibile anche la lapide commemorativa che ne attesta la data di costruzione, il proprietario e l'uso privato. I lavori hanno consentito anche la realizzazione di un punto informazioni, proprio all'imbocco del ponte.
Con una breve escursione guidata è possibile osservare anche i resti spettacolari del canale romano, più a monte lungo la valle, scavato nella viva roccia a strapiombo sulla gola del torrente Grand Eyvia.

 

Il Colle del Gran San Bernardo

Il Colle e l'Ospizio del Gran San Bernardo. Foto di Giuseppe Vuyet.Per secoli fu uno dei transiti più importanti d'Europa, attraversato da mercanti, eserciti, papi e imperatori. Di qui passava una delle diramazioni della Via Francigena, percorsa dai pellegrini che si recavano a Roma e in Terra Santa. Il viaggiatore più famoso fu probabilmente Napoleone che, nel maggio del 1800, con un'impresa epica, lo valicò con un'armata di 40.000 uomini. L'ospizio eretto sul colle, ricco di storia, ha un interessante museo e ospita tuttora i famosi cani San Bernardo. In corrispondenza del passo, poco prima del lago, ci sono tracce dell'antica strada romana delle Gallie, di un tempio e di altre strutture romane. Il transito è chiuso alle auto da metà ottobre a inizio giugno. La salita a piedi fino al Colle, lungo la strada "napoleonica", partendo dal borgo di Saint-Rhémy, è un'escursione carica di fascino, un autentico viaggio nella storia.

Il Colle del Piccolo San Bernardo  

La strada che sale al Colle del Picolo San Bernardo da La ThuileColle di grande importanza, fu utilizzato sin da tempi remoti come testimonia il cromlech (cerchio di pietre con probabile funzione astronomica) attraversato dalla strada attuale. In epoca romana vi erano diverse strutture fra cui una mansio e un tempio. L'antico ospizio, abbandonato dopo l'ultima guerra mondiale, è stato recentemente ristrutturato e aperto al pubblico. Sul Colle, ricco di bella flora spontanea, è presente anche lo storico giardino botanico alpino Chanousia, nuovamente attivo da alcuni anni dopo un periodo di oblio post bellico. Resti di fortificazioni dell'ultimo conflitto mondiale, il vicino lago Verney e uno dei rari siti fossiliferi della regione, completano gli spunti di interesse di questo storico Passo. La strada è aperta abitualmente da fine maggio a fine ottobre.

 

Per vedere le nostre proposte per gite scolastiche, visitate la sezione scuole.
Per altre idee e proposte si veda la sezione ItineRARI alternativi.

Per i castelli visitate l'apposita sezione.

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